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Affaticamento, cefalea, aumento di peso, crampi, costipazione, asma, aumento del colesterolo, depressione, sonno disturbato, invecchiamento precoce sono alcuni tra i più diffusi segnali di disidratazione.

Bere acqua è vitale, e lo è ancor di più d’estate, perchè lunghe esposizioni al sole in spiaggia sono stressanti per il nostro organismo ( l’abbronzatura è un sistema di difesa della cute), l’attività sportiva intensa e agonistica è molto stressante, ma anche situazioni quotidiane  e malattie croniche causano uno stato di infiammazione cronica latente, la cosiddetta LGCI (Low Grade Cronic Inflammatio).

Quando l’idratazione non è adeguata, si genera altro stress a cui il cervello  risponde attivando subito meccanismi di compenso volti a risparmiare l’acqua presente e che riducono i sistemi di detossificazione: la matrice extracellulare perde  fluidità per l’accumulo dei cataboliti acidi e i tessuti perdono performance, si riduce il volume urinario, compare stitichezza, abbassamento della pressione con senso di spossatezza che viene erroneamente confuso con un calo di zuccheri…e così, invece di bere, mangiamo carboidrati, spesso molto infiammatori!

Inoltre una disidratazione cronica induce la produzione di colesterolo da parte del fegato e una disfunzione endoteliale che aumenta il rischio cardiovascolare.

C’è stretta correlazione quindi tra acqua totale corporea e infiammazione, e misurarne la distribuzione permette di monitorare lo stato infiammatorio.

Il BIA test, tramite l’impedenziometria, riesce a misurare con precisione lo stato di idratazione intra e extracellulare, la massa grassa (FM) e magra (FFM), lo stato della matrice extracellulare ( carico tossico) e delle membrane cellulari ( sofferenza cellulare).