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Visibile come una cicatrice del corpo, invisibile come una cicatrice dell’anima

Un abbraccio tutt’altro che amore 
mi hai dato forte 
e ho provato un dolore profondo, 
dell’anima. 
Mi hai levato un po’ tutti i colori. 
Compreso il rosa. 
Son scomparsi i sapori vitali, 
le favole. 
Il mio sole è ormai freddo e oscurato, 
vita gelata, 
per l’istante rubato furtivo, 
nell’intimo. 
I tuoi segni lasciati flagranti, 
stigma perpetua, 
non nel corpo ma giù dentro al cuore, 
eternità. 
(…)       Ridammi il rosa  di Pietro Ferrara 

Una cicatrice è un segno che rimane sulla pelle nel luogo di una ferita rimarginata. Ed è una memoria dolorosa, traccia di esperienze passate. E’ un segno tangibile di una ferita dell’anima. I corpi delle donne che hanno subito violenza presentano fratture, ecchimosi, ferite, lesioni, segni tangibili ed espressione visibile di segni invisibili: depressione, disturbi d’ansia, stress post traumatico, insonnia, disturbi alimentari.

Vergogna, paura e senso di colpa delle vittime e pregiudizi e stereotipi sono i nemici della battaglia contro la violenza di genere.
ConCura afferma la sua lotta ai pregiudizi e agli stereotipi, è vicina alle donne che sono vittime di violenza e ai loro bambini e desidera aiutarle ad affrontare e superare il dolore. E a curare le cicatrici.