fbpx

Conoscete un unico rimedio che:
diminuisca l’ipertensione arteriosa, il rischio cardiovascolare, diminuisca ansia e depressione, controlli i livelli di glucosio nel sangue e riduca la circonferenza addominale, migliori il recupero dopo lo sforzo negli sportivi, migliori la memoria e la concentrazione, migliori la tolleranza al dolore e riduca lo stato infiammatorio?

Sembra impossibile ma esiste ed è la Coerenza Cardiaca.

Per descrivere la coerenza cardiaca, occorre prima capire il concetto di caos cardiaco.
La frequenza cardiaca, comunemente intesa, è il numero di pulsazioni al minuto, ma la distanza tra un battito e l’altro è variabile e determinata dal sistema simpatico, che la accelera, e dal sistema parasimpatico, che attraverso il nervo vago, la rallenta.
I due sistemi si comportano esattamente come un acceleratore e un freno che si alternano per rispondere ora al bisogno di reattività, ora al bisogno di recupero, in modalità caotica, che definiamo, appunto, il caos cardiaco. È evidente quanto reattività e recupero siano essenziali per la sopravvivenza, che viene garantita proprio da questa flessibilità, altrimenti detta variabilità cardiaca (o HRV Heart Rate Variability).
L’HRV è un parametro si associa a una maggiore durata della vita, mentre una bassa HRV si associa a ipertensione, insufficienza cardiaca, complicanze da diabete, infarto, e anche cancro.
Recentemente viene anche utilizzato come parametro prognostico in corso di terapia anticancro:
tanto maggiore è l’HRV, tanto migliore sarà la risposta alla chemioterapia.

Ora, si parla di coerenza cardiaca quando accelerazioni e rallentamenti del battito cardiaco si alternano in maniera regolare (non caotica) e quindi l’HRV assume un andamento armonioso, sinusoidale, come tante onde uguali che si susseguono.
Lo vediamo graficamente.

Quando il sistema neurovegetativo produce la coerenza cardiaca, si genera un equilibrio fisiologico a carico di tutti gli organi e una maggiore apertura per essere pronti a tutto con flessibilità, sia dal punto di vista organico che emotivo, perché il centro di controllo neurovegetativo risiede nel sistema limbico, ossia il cervello emotivo.

Possiamo dire quindi che attraverso la coerenza cardiaca si può accedere e addomesticare il cervello emotivo, e viceversa. 

Il “trucco” per passare dal caos alla coerenza cardiaca è il respiro cosciente.

Durante l’inspirazione la frequenza cardiaca aumenta e durante l’espirazione diminuisce, pertanto, eseguendo respirazioni lente e profonde si induce un’alternanza di accelerazioni e decelerazioni del battito cardiaco regolare, non più caotica e con una cadenza (periodo) uguale alla frequenza respiratoria. In particolare facendo 6 cicli respiratori al minuto, si ottiene la cosiddetta frequenza di risonanza cardiaca (0,1 Hz), che nella specie umana corrisponde all’oscillazione della pressione arteriosa, massimizzando così i benefici sull’intero sistema cardiovascolare.

La pratica del respiro cosciente consiste nel generare espirazioni lunghe e complete così da attivare il sistema frenate vagale, finchè non si avverte il bisogno dolce di una nuova inspirazione, lunga e profonda. Inspirando immaginiamo di introdurre l’ossigeno diretto all’organo che più ne ha bisogno ed espirando immaginiamo di eliminare le scorie superflue, come se ad ogni respiro fosse il cuore stesso a lavarsi con un bagno di aria pura. Associando al respiro cosciente un’immagine piacevole e dolce, a cui rivolgere gratitudine, si aiuta il passaggio dallo stato di caos alla coerenza cardiaca. Questo a conferma della capacità del cervello emotivo di influenzare l’attività cardiaca, e viscerale in generale, poiché il cervello emotivo risponde rinforzando la coerenza cardiaca che si può stabilizzare anche per qualche ora dopo l’esercizio. …poi diventa una questione di allenamento, più si fa esercizio, più diventa facile creare la coerenza cardiaca …e goderne dei benefici!

Ma non sempre è così semplice. A volte il cuore non ne vuole sapere di mettersi in riga, e a questo punto il cervello emotivo può farci credere che ciò non sia possibile. Ma non è così. Bisogna solo aspettare e insistere.

Esistono software e app che misurano la coerenza cardiaca e l’influenza della mente sull’HRV. Uno stato di preoccupazione o pensieri negativi, come capita al cervello lasciato a sé, fa perdere subito la coerenza cardiaca, come pure un impulso di rabbia ne aumenta il caos in modo esplosivo. È sufficiente fare un test con PPG Stress Flow® per restare rapiti da questo meccanismo.
I dati scientifici raccolti ci confermano che dopo alcune settimane di esercizio con biofeedback respiratorio ( ossia il respiro cosciente monitorato da device che ne misurano gli effetti sul cuore) si sono ottenuti il controllo di stati d’ansia, di palpitazioni, riduzione dei livelli di stress e di depressione, riduzione dei livelli di cortisolo, aumento del 100% del DEHA ( il cosiddetto ormone della giovinezza), riduzione dei valori pressori, miglioramento della memoria e della concentrazione.

Anche il sistema immunitario ne giova: si è osservato un aumento delle IgA secretorie salivari, quindi la prima barriera rispetto a germi nelle prime vie respiratorie… pensiamo al significato che può assumere in termini di prevenzione della malattia da COVID-19!

Inoltre, gli studi effettuati nelle aziende a dipendenti e manager stressati riportano una nuova capacità di gestione delle emozioni e una riduzione della percentuale di ansiosi, scontenti e risentiti. I dirigenti hanno dichiarato di essere più lucidi, di avere riunioni più proficue e di darsi più ascolto reciproco.

Per un breve approfondimento consigliamo la lettura di “Coerenza cardiaca 3.6.5. 3 volte al giorno, 6 volte al minuto, 5 minuti” di David O’Hare. Ed Macro.

Prendi appuntamento per conoscere il tuo stato di coerenza cardiaca attraverso il PPG stress flow test.