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Concentrazione significa prestare attenzione intensamente a una sola attività alla volta. È il contrario di multitasking ed è la base dell’apprendimento, ossia, del processo cerebrale che porta alla formazione di nuovi collegamenti tra neuroni, le sinapsi, su cui possono fluire nuove informazioni e consolidarsi.
Quando ci concentriamo, circuiti specifici si attivano assieme e si collegano assieme formando nuove reti; inoltre  si produce BDNF (fattore neurotrofico derivato dal cervello) che favorisce la produzione di nuove proteine che rendono le sinapsi di queste reti stabili.

Ora, pensiamo a come studiano i ragazzi a casa. Quante volte l’attenzione passa dai libri al cellulare per controllare chat e social, alla distrazione delle continue notifiche di messaggi di amici o di gruppi, all’immediatezza offerta dalle ricerche sul web che non lascia nemmeno il tempo di soffermarsi per pensare a una risposta…
Oppure a quello che succede anche agli adulti. Si chatta mentre ci si muove per casa o in strada, al semaforo, si scorre facebook durante una telefonata noiosa o magari durante una riunione on line.

Il nostro tempo ci induce a considerare la multioperatività simultanea, il multitasking, un fatto imprescindibile per essere cool e al passo coi tempi, quasi una chiave del successo.
Ma il nostro cervello funziona diversamente. Ha bisogno di tempo per modificarsi e formare nuove reti affinchè le nuove acquisizioni siano durature.

La società sempre più fluida oggi richiede alla scuola competenze diverse, non più solo nozioni, ma schemi operativi per cercare risposte alle domande, che il più delle volte si trovano in rete. E così le nuove generazioni, sempre più digitali, stanno perdendo la capacità di imparare a memoria date, poesie e formule, la pazienza dell’apprendimento duraturo e con questo la capacità di concentrazione, istillando la sensazione che dedicarsi a una solo pensiero sia una perdita di tempo e di opportunità.

Se un cervello sano è un cervello “plastico”, cioè in grado si adattarsi agli stimoli, gli esercizi di concentrazione lo potenziano, come una vera ginnastica per il cervello: anche in età adulta, quindi, non bisogna smettere di studiare argomenti nuovi, magari ostici, una lingua sconosciuta, uno strumento musicale, nuovi passi di danza, anche se costa fatica, costa impegno, costa stare concentrati.

Esercizi mentali sempre un po’ sfidanti ma che migliorano il fitness cerebrale e ne riducono l’invecchiamento.