Il 13 giugno 2019 è stato firmato dal ministro della Salute Giulia Grillo il decreto con cui viene adottato il Piano per l’applicazione e la diffusione della Medicina di Genere.

Per troppo tempo le malattie, la loro prevenzione e le terapie sono state studiate sottovalutando le peculiarità biologico-ormonali e anatomiche proprie delle donne.
Gli uomini e le donne, pur essendo soggetti alle medesime patologie, presentano sintomi, progressione delle malattie e risposte ai trattamenti molto diversi tra loro. Ciò è dovuto non solo a differenze biologiche del sistema riproduttivo e del sistema ormonale, ma anche a tutte quelle variabili determinate dall’ambiente, dal tipo di società, dall’educazione, dalla cultura e dalla psicologia dell’individuo.
Nelle donne si osservano differenze sia nella frequenza che nella sintomatologia e gravità di numerose malattie, nella risposta alle terapie e nelle reazioni avverse ai farmaci, nelle esigenze nutrizionali e nelle risposte ai nutrienti e a sostanze chimiche presenti nell’ ambiente nonché negli stili di vita e nell’accesso alle cure.
Le malattie cardiovascolari, il diabete, l’obesità, il carcinoma del polmone, l’osteoporosi, le malattie infettive, i disturbi dell’umore e del sistema immunitario sono le aree in cui si annoverano le maggiori differenze.
La ricerca scientifica in passato ha trascurato l’influenza del genere sulla fisiologia, sulla fisiopatologia e sulle
caratteristiche cliniche delle malattie umane. Solo di recente la medicina sta investigando quali siano i meccanismi sottostanti a queste differenze e come la diagnosi e il trattamento delle malattie possano variare in funzione del “genere”.
Un approccio di genere nella pratica clinica consente di promuovere l’appropriatezza e la personalizzazione delle cure generando un circolo virtuoso con conseguenti risparmi per il Servizio Sanitario Nazionale.
Agenzie ed Istituzioni internazionali hanno promosso questo nuovo approccio alla medicina suggerendo l’adozione di politiche atte allo sviluppo di nuove strategie sanitarie preventive, diagnostiche, prognostiche e terapeutiche integrate che tengano conto delle differenze di genere non solo in termini biologici e clinici, ma anche culturali e psico-sociali.

Uno dei principali fattori di rischio per la salute è la violenza subita e/o assistita, violenza intesa in senso ampio, come “ogni forma di prevaricazione fisica ed emozionale, abuso, trascuratezza o negligenza o sfruttamento commerciale che comportano un pregiudizio reale o potenziale per la salute psico-fisica, per la sopravvivenza, per la dignità.

Nella giornata contro la violenza alle Donne ConCura afferma la sua lotta ai pregiudizi e agli stereotipi, afferma il diritto delle donne di essere sé stesse ed è vicina alle donne che sono vittime di violenza e ai loro bambini per aiutarle ad affrontare il dolore e a recuperare salute.