Uno psicologo PNEI acquisisce una osservazione più ampia e completa della sofferenza della mente e dell’anima e, nel prendersi cura di questa sofferenza, porta attenzione ad alcune dimensioni che possono essere espresse in parole chiave come ambienti fisici e luoghi di vita, stress, alimentazione, microbiota, movimento fisico, cura delle emozioni e delle relazioni.

La valutazione del contesto e dello stile di vita, l’obiettivo di interrompere le routine rigide e le abitudini poco efficaci rappresentano un punto saliente di un intervento psicologico in ambito PNEI, così come è un punto saliente la valutazione dello stile di attaccamento, in quanto è predittivo e indicativo del nostro modo di porci in relazione alle situazioni di stress e permette una diagnosi e una direzione di intervento sia in via terapeutica che in via preventiva. 

Lo stile di attaccamento influenza le modalità adattative dell’individuo, il livello di stress, di ansia e di depressione e indica prognosticamente la traiettoria della salute psicofisica di una persona per il futuro. Quando lo stress diventa cronico e ripetuto, le modificazioni fisiologiche divengono meno “elastiche” e non completamente reversibili, possono usurare i sistemi di regolazione e avere conseguenze negative sull’organismo. Livelli cronicamente elevati di cortisolo (e quindi di stress) possono interferire nei processi di plasticità alla base dell’apprendimento e della memoria e minare la capacità di adattamento; possono comportare una compromissione del sistema immunitario e quindi indurre una maggiore predisposizione a sviluppare patologie.

Una ulteriore prospettiva di osservazione di cui si occupa lo psicologo PNEI riguarda l’alimentazione che gioca un ruolo centrale nella prevenzione e nella cura, influenzando l’intera fisiologia dell’organismo. Non solo rappresenta una riserva energetica ma modula le risposte adattative, il cervello, il sistema immunitario, il metabolismo. Il controllo dell’infiammazione per via alimentare può contrastare differenti stati di sofferenza, sia fisici, sia psichici e mentali.

Anche le abitudini della persona rispetto all’attività fisica sono oggetto di osservazione da parte dello psicologo PNEI.
I benefici dell’attività aerobica infatti non si limitano solo al controllo del peso corporeo, ma si estendono alla prevenzione del diabete, alla riduzione del rischio di sviluppare alcuni tumori come quello alla mammella, al colon e all’endometrio. L’attività fisica può aiutare anche dopo la diagnosi di un cancro, migliorandone la prognosi e, soprattutto, aiutando a meglio tollerare gli effetti collaterali delle terapie. 

La valutazione dello stato di stress e della capacità di gestione delle emozioni dell’individuo rappresenta un fondamentale indicatore per l’impostazione di un progetto sia di prevenzione che di cura, proprio per le ripercussioni che sono state documentate a livello di psiche e cervello. Lo stress cronico ha quindi effetti sul sistema immunitario rendendolo meno efficace nel combattere sia infezioni virali e tumori ma anche ansia, depressione, attacchi di panico. 

L’intervento psicologico PNEI è quindi un intervento integrato, volto a regolare lo stress e a favorire una migliore qualità della vita sia dal punto di vista fisico che psicologico. 

All’interno del paradigma PNEI la psicologia e la psicoterapia rivestono un ruolo centrale in quanto in grado di produrre modificazioni biologiche nelle cellule nervose ed immunitarie: tutto ciò viene supportato dagli studi di epigenetica che dimostrano come l’espressione dei nostri geni può alterarsi pur conservando la medesima struttura del DNA. La prospettiva e le conoscenze della PNEI possono quindi essere di grande supporto allo psicologo-psicoterapeuta sia sottolineando come le abitudini che coinvolgono il corpo influenzano la psiche, ma anche come il lavoro psicoterapeutico abbia delle ricadute effettive sulla biologia dei propri pazienti.

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