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Protocolli di Mindfulness

Mindfulness è la pratica che insegna ad affrontare la quotidianità con armonia e equilibrio, aiutando a gestire meglio le proprie sofferenze.

Mindfulness è un termine che deriva dalla parola “sati” che in lingua indiana pali significa “ricordarsi di essere consapevoli”.
Questa parola fa riferimento ad un concetto espresso per la prima volta da Buddha oltre duemilacinquecento anni fa.
In inglese vuol dire consapevolezza e si riferisce ad un’esperienza diretta e vissuta, a uno stato mentale, ad uno stato di coscienza.
Il professore emerito di medicina Jon Kabat-Zinn, uno dei pionieri di questo approccio, scrive che “Mindfulness significa prestare attenzione, al momento presente, in modo non giudicante”.
Lo psicoterapeuta sudafricano Rob Nairn la definisce come “Sapere ciò che accade, mentre accade, senza preferenze”.

L’approccio Mindfulness deriva principalmente dalla meditazione buddista ma dagli anni ottanta, grazie al lavoro di Jon Kabat-Zinn, diviene un paradigma autonomo applicabile in diverse discipline mediche e psicoterapeutiche; le ricerche scientifiche hanno ampiamente dimostrato l’efficacia della meditazione e della mindfulness in particolare nelle tre maggiori malattie psicosomatiche del nostro tempo: lo stress, l’ansia e la depressione.

Da allora il sempre maggiore utilizzo della pratica mindfulness consente di scoprirne i benefici effetti sulla condizione neurfisiologica e psicologica generale dell’individuo e porta allo sviluppo di molteplici protocolli sia individuali che di gruppo che ne estendono l’applicazione ad ambiti molto differenti (gestione del dolore cronico, depressione, forme di dipendenza, ecc.)
La pratica Mindfulness consente infatti di apprendere una modalità diversa di porsi in relazione col disagio e con il dolore.

Come nasce

L’approccio Mindfulness deriva principalmente dalla meditazione buddista ma dagli anni ottanta, grazie al lavoro del dott. Kabat Zinn, diviene un paradigma autonomo applicabile in diverse discipline mediche e psicoterapeutiche.
Da allora il sempre maggiore utilizzo della pratica mindfulness consente di scoprirne i benefici effetti sulla condizione neurofisiologica e psicologica generale dell’individuo e porta allo sviluppo di molteplici protocolli che ne estendono l’applicazione ad ambiti molto differenti quale quello educativo o organizzativo.

Cosa è

La pratica mindfulness vuole aumentare il benessere e la qualità della vita attraverso il cambiamento della relazione con i propri contenuti mentali, in un processo di non identificazione che differenzia il sé dai pensieri e consente la comprensione e l’osservazione dei propri schemi mentali abituali e automatici, l’esplorazione e la conoscenza della relazione corpo‐mente attraverso il contatto con le proprie esperienze interiori. La compassione (nel senso etimologico del termine cum pathos con-patire) ossia la sintonizzazione e l’accettazione dei propri vissuti dolorosi rappresenta un elemento fondamentale per una vera sinergia con se stessi. Questo processo permette l’attivazione delle risorse utili a gestire al meglio le proprie sofferenze ed affrontare le esperienze quotidiane con maggiore apertura, equilibrio, armonia.

In quali contesti può essere applicata

La pratica Mindfulness consente una diversa relazione col disagio e con il dolore.
Evidenze scientifiche degli effetti positivi di questa pratica sono rilevate in diversi ambiti clinici: nei disturbi psicosomatici, nell’ipertensione, nella psoriasi, nei disturbi dermatologici, nel trattamento del dolore cronico, nell’insonnia, nelle terapie oncologiche, nella riabilitazione cardiologica, nell’ansia, nella depressione, nella prevenzione delle ricadute depressive e nei problemi di regolazione emotiva.
Più recentemente, le applicazioni si sono estese all’ambito educativo e organizzativo, come proposta per un nuovo vero e proprio stile di vita.

Serve qualche requisito particolare per praticare la Mindfulness?

No. Non ci sono limiti di età e non servono particolari abilità fisiche o mentali. Non serve nemmeno avere particolari inclinazioni filosofiche, mistiche, spirituali o religiose: benché l’origine della pratica mindfulness derivi dal pensiero buddista, essa è una forma di meditazione non concettuale e universalmente accessibile che non dipende da alcun sistema di credenze, né da alcuna ideologia.
È utile però un impegno continuativo nella pratica, unito ad un sincero desiderio di esplorare il proprio mondo interiore.